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mercoledì 29 settembre 2010

La schiavitù moderna

Mi succede di soffermarmi, o meglio, fermarmi, astraendomi dai mille impegni, dal rincorrere ciò che dobbiamo rincorrere, e quando mi fermo, penso!
Capisco che stavo correndo, perchè qualcuno vuole ch'io corra, poichè fermandomi, potrei pensare!
Allora mi pare tutto chiaro, e così si spiega la confusione attorno, il frastuono dei media, il martellare della politica...tutto costruito a tavolino, gli odierni faraoni, hanno riammodernato la schiavitù, migliorandola, sostituendo alle fustigate, la psicologia...e allora mi pare tutto così stupido e insensato, tutto, ossia il nulla, basato sull'avidità e sul potere...ma bisogna pure stare da una parte o dall'altra, la cosa importante è comunque e sempre una, la consapevolezza.

sabato 25 settembre 2010

Un altro giorno

Archivio un altro giorno, vissuto più che mai, con fatica e fiato corto, pensando ancora a noi, che siamo ormai diversi, distanti e sconosciuti.
Fra poco il sole ancora, mi riscalderà, forzandomi a domare la mia distruttività, per darmi ancora un motivo, che mi spingerà, a continuare a vivere, una vita che non mi va.
Un giorno ancora e un giorno, forse imparerò, ad essere sereno, anche per le cose che non ho.
Anche nel disincanto, di questi giorni neri, vorrei avere bei pensieri, qualche semplice emozione, un pò di sincerità, un pò di pace nell'anima.

mercoledì 8 settembre 2010

Più uno

Ecco, s'avvicina il giorno, aggiungerò un altro uno ai miei trentuno, con qualche ruga in più, qualche capello in meno, un milione di sogni naufragati nell'oceano della realtà, tante certezze e troppe tristi consapevolezze.
Di uno in uno, sono ciò che non ero, ciò che non sarò, uguale e diverso allo stesso tempo.
Non mi spaventa il tempo che passa, mi atterrisce la cruda realtà che mi mostra, un tempo cielata dalla giovinezza, dall'inesperienza, allontanata dalla forza dei sogni e degli ideali.
Uno in più...e si va avanti!

sabato 24 luglio 2010

Fino a che avrò fiato

Lotterò, sempre, fino a che ne avrò le forze....combatterò la stupidità e la vergogna, ad ogni costo, senza nulla temere...fino a che avrò fiato, non mi arrenderò a ciò che reputo sbaglito...fino alla fine, fino a quando la mia coscienza mi darà rgione!

MA DOVE SEI

Fuggi, e rendi tutto evanescente, fra te e la realtà, fra ciò che vorrei, e ciò che vivo.
Dove sei, semplice semplicità, espressa in un gesto, in una frase, ti cieli, perchè?
Sono stanco di intrattenermi con i tuoi stupidi sostitui, ipocriti ed ignobili sentimenti velati, mascherati, sedicenti arrivi dell'animo.
Voglio persone chiare, come l'acqua, semplici, come il sole, genuine, come la pasta e fagioli :)

venerdì 23 luglio 2010

Ritrovare

Apro vecchi scatoloni impolverati, consumati dal tempo, inumiditi, ammuffiti.
Ritrovo un passato quasi dimenticato, accantonato, come a volerlo cancellare, pur tenendolo a portata di mano.
La mia vecchia musica, che suona ancora e forte, dallo stereo che è vecchio quanto me...i vecchi diari, anche quelli delle scuole elementari.
Le poesie, le passioni, gli amori, tutti racchiusi nelle foto o nei miei scritti.
I giochi, le collezioni di francobolli e monete, i fumetti, i libri.
Trent'anni e più di ricordi, che ora assumono un senso, alcuni rattristano, altri fanno sorridere.
Come l'amico di un tempo, che oggi è quasi nemico, l'amore tanto amato, che oggi mi è indifferente, la canzone di allora, che ancora mi emoziona, o le foto scattate all'improvviso, che fanno sorridere nel ricordo di quegli attimi.
Tutto è intatto, solamente io sono diverso, e le mie cose sembrano dirmi: " Ma cosa sei diventato? Un musone disincantato? "
Ritrovo me stesso, fra queste cose che qualcuno definirebbe cianfrusaglie.

giovedì 24 giugno 2010

Le cose che mi mancano

Quando si parlava dell'anno duemila, sembrava quasi di proiettarsi in un mondo fantascientifico, dove le cose erano talmente diverse, che quasi quegl'anni ottanta parevano già vecchi e consumati.
Già allora ero fuori tempo, amavo i vecchi film, quelli di Ciccio e Franco, Tognazzi, Vianello, le scenette dei varietà anni sessanta e settanta, come anche le canzoni di allora, che cantavano l'amore, ma anche il malessere giovanile, il gap generazionale, si cantava di politica.
Gli anni nei quali il movimento studentesco si muoveva veramente, la classe operaia era salda e forte, il sindacato non si era ancora venduto.
Ricordo che c'era la censura, bisognava stare molto attenti a ciò che si diceva, e quel buonismo e perbenismo che imperversavano in televisione, erano tranquillizzanti.
Era tutto semplice e leggero, ma si faceva politica, come Berlinguer, nonostante ci fosse anche Andreotti...
C'era un senso comune, rispetto e valori, interesse collettivo, che ora non vedo più.
I miei nonni mi raccontavano sempre della loro giovinezza, che si rifaceva ai primi del novecento, ed io restavo incantato nell'immaginare e dare forma ai loro racconti, a volte belli, a volte crudi, come quando parlavano di guerra e fascismo.
Poi arrivò Bim Bum Bam, con un Paolo Bonolis, che sembra essere cresciuto assieme a me, sempre simpatico, ma molto più maturo e profondo.
C'erano le giornate trascorse nella sala giochi, quando i video games andavano a duecento lire.
Giocavamo per strada, con un pallone o con una bicicletta, e ci divertivamo anche a smontare e rimontare radioline o giochi elettro meccanici, molto più meccanici...
E come non ricordare il primo mangiadischi quarantacinque giri! E le musicassette? Era divertente srotolarne i nastri, erano lunghissimi!!!
Quanta voglia c'era di fare, sperimentare, conoscere, cambiare, contestare...insomma, ci credevamo!
Ora? Ora l'ipocrisia generale è spaventosa, altro che la vecchia censura. E la politica? Ma soprattutto, i politici? E ancor peggio, la gente? La voglia di cambiare? Di lottare? Il credere in qualcosa, non per convenienza, ma per il senso di giustizia e coscienza, che dovrebbe essere insito in ogni uomo?
Ecco cosa mi manca, quella spensieratezza, quella leggerezza, quelle persone semplici che si spendevano per le proprie idee.