Mare ch'oggi m'hai tradito, negandomi il sole, sorprendendomi con la pioggia, m'hai spinto verso quel mondo che tanto amai e ora non concepisco.
Girandole di carne, sguardi vuoti d'anima, rapide ascese ormoniche.
Ho sentito la solitudine di quei corpi, mentre la mia solitudine urlava e m'inaridiva.
Proiettandomi in un futuro simile a quello di quei corpi, tutta la tristezza del mondo m'ha assalito.
Maltempo traditore, che m'hai sputato in faccia tutto lo schifo che c'è, ma del quale non voglio più far parte, da molto tempo ormai.
Solo forse, più sereno di ieri, di oggi, spero, ma fuori da quegli sguardi privi d'anima.
domenica 15 maggio 2011
lunedì 9 maggio 2011
In silenzio
In silenzio in questa stanza dalle tende rosse, che fluttuano ad ogni alito di vento, indivisibili dal tappeto rosso, ormai consumato e logoro, come me, figlie d'un passato pieno di tremori e brividi.
Il silenzio fa ricordare, come ogni oggetto che mi vedo attorno, come ogni pensiero che sfiora la mia stanca mente.
Giunta ormai l'ora di tirare le somme, come si suol dire, mettere la testa a posto, alla mia età.
I sogni mutano, non hanno età, hanno un tempo nel quale vanno sognati, inseguiti, vissuti e poi lasciati andare, come nuvole in cielo che s'abbandonano ai venti.
Il silenzio è pieno delle tue risa e dei tuoi gemiti, delle lacrime che consumai e di quelle che t'asciugai dal volto; pieno di quei segreti, di quei momenti che voglio fermare nel cuore e pensare che erano veri, come veri erano i tuoi occhi tanto mutevoli da far volare o ferire.
Qui, in silenzio, ricompongo il vecchio puzzle, dentro me, mentre cerco le cose migliori che ogni giorno il fato può darmi, mentre m'affanno anche per avere un futuro migliore.
In silenzio, resto in silenzio ad ascoltare te.
Il silenzio fa ricordare, come ogni oggetto che mi vedo attorno, come ogni pensiero che sfiora la mia stanca mente.
Giunta ormai l'ora di tirare le somme, come si suol dire, mettere la testa a posto, alla mia età.
I sogni mutano, non hanno età, hanno un tempo nel quale vanno sognati, inseguiti, vissuti e poi lasciati andare, come nuvole in cielo che s'abbandonano ai venti.
Il silenzio è pieno delle tue risa e dei tuoi gemiti, delle lacrime che consumai e di quelle che t'asciugai dal volto; pieno di quei segreti, di quei momenti che voglio fermare nel cuore e pensare che erano veri, come veri erano i tuoi occhi tanto mutevoli da far volare o ferire.
Qui, in silenzio, ricompongo il vecchio puzzle, dentro me, mentre cerco le cose migliori che ogni giorno il fato può darmi, mentre m'affanno anche per avere un futuro migliore.
In silenzio, resto in silenzio ad ascoltare te.
domenica 8 maggio 2011
Mare
Le onde schiumeggianti quasi mi sfioravano, osservavo l'eterno movimento del mare, l'azzurro e i mille luccichii che rimbalzavano fra le acque.
Ho pensato che averti fra le mie braccia, in quel momento, sarebbe stata la cosa più bella, sarei stato l'uomo più ricco del mondo, poichè il luccichio dei tuoi occhi avrebbe reso tutto ancor più speciale.
Dietro me, tra le aride dune, aridità si consumavano avidamente; non ne capivo il senso ma lo scopo si.
Guardando il mare, pensando a te, mi sono perso.
Ho pensato che averti fra le mie braccia, in quel momento, sarebbe stata la cosa più bella, sarei stato l'uomo più ricco del mondo, poichè il luccichio dei tuoi occhi avrebbe reso tutto ancor più speciale.
Dietro me, tra le aride dune, aridità si consumavano avidamente; non ne capivo il senso ma lo scopo si.
Guardando il mare, pensando a te, mi sono perso.
sabato 7 maggio 2011
Flipper
Rimbalzi fra le nuvole, fra questi momenti d'interiorità, fra una pizza ed un posacenere, fra mille frammentind'ingenuità.
Come in un flipper, c'è una pallina impazzita, son io, sei tu, che fra tanta gente e tanto smuovere alla fine in buca andrà.
In questi attimi ti sento ancora qui e una parte di me è li con te.
Tasto destro e sinistro, no, la palla non va dove deve andare, ma non siamo noi a decidere, fra i birilli impazziti dove andrà.
Siamo stati stati un flipper impazzoti noi.
Come in un flipper, c'è una pallina impazzita, son io, sei tu, che fra tanta gente e tanto smuovere alla fine in buca andrà.
In questi attimi ti sento ancora qui e una parte di me è li con te.
Tasto destro e sinistro, no, la palla non va dove deve andare, ma non siamo noi a decidere, fra i birilli impazziti dove andrà.
Siamo stati stati un flipper impazzoti noi.
venerdì 6 maggio 2011
Dodici rose
Dodici rose curate e poi, spazzate via dal vento amaro dell'infamità.
Dodici rose, ogn'una aveva un senso, rappresentavano una lettera, un sentimento che è volato via anch'esso, spazzato dal vento.
Una rosa per ricordare un incontro e confermare ciò che avevo dentro, spazzata via o forse rinata, questo non lo so.
Mille petali fra emozioni e sogni volati via, come le dodici rose adesso che non ci son più.
Dodici rose, ogn'una aveva un senso, rappresentavano una lettera, un sentimento che è volato via anch'esso, spazzato dal vento.
Una rosa per ricordare un incontro e confermare ciò che avevo dentro, spazzata via o forse rinata, questo non lo so.
Mille petali fra emozioni e sogni volati via, come le dodici rose adesso che non ci son più.
domenica 1 maggio 2011
Finalmente oggi
Dall'avvocato campano orgiastico ch'indirizza verso mete tangibili e lascive, passo verso l'intensità di un vecchio sentimento smorzato da una pioggia acida.
Alterno i rimasugli di sogni scomposti a realtà che m'accarezzano, al bene vero, fine a se stesso.
Mi rattristo per la perdita d'un sogno coltivato con fatica; mi rallegro per la liberazione da un incubo mascherato da sogno.
Sorrisi sparsi qua e la, fra ieri e oggi; ciò che m'inaridiva ora mi fa sorridere tristemente.
Le carezze delle parole di amici veri, danno e rendono veramente ciò di cui ho bisogno, di lealtà e chiarezza.
Finalmente oggi l'epifania m'è giunta, fra sciocchezze, fra una portata cinese e l'altra, fra un abbraccio vero, fra ciò che ero e ciò che sono.
Sarà come previsto, poichè il mio mestiere di conoscitore d'anime m'ha insegnato la ciclicità di alcuni personaggi.
Sorrido, leggero e spensierato, con un'ombra da scacciare domani.
Alterno i rimasugli di sogni scomposti a realtà che m'accarezzano, al bene vero, fine a se stesso.
Mi rattristo per la perdita d'un sogno coltivato con fatica; mi rallegro per la liberazione da un incubo mascherato da sogno.
Sorrisi sparsi qua e la, fra ieri e oggi; ciò che m'inaridiva ora mi fa sorridere tristemente.
Le carezze delle parole di amici veri, danno e rendono veramente ciò di cui ho bisogno, di lealtà e chiarezza.
Finalmente oggi l'epifania m'è giunta, fra sciocchezze, fra una portata cinese e l'altra, fra un abbraccio vero, fra ciò che ero e ciò che sono.
Sarà come previsto, poichè il mio mestiere di conoscitore d'anime m'ha insegnato la ciclicità di alcuni personaggi.
Sorrido, leggero e spensierato, con un'ombra da scacciare domani.
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