FREE BLOGGER

Free Blogger

sabato 24 luglio 2010

MA DOVE SEI

Fuggi, e rendi tutto evanescente, fra te e la realtà, fra ciò che vorrei, e ciò che vivo.
Dove sei, semplice semplicità, espressa in un gesto, in una frase, ti cieli, perchè?
Sono stanco di intrattenermi con i tuoi stupidi sostitui, ipocriti ed ignobili sentimenti velati, mascherati, sedicenti arrivi dell'animo.
Voglio persone chiare, come l'acqua, semplici, come il sole, genuine, come la pasta e fagioli :)

venerdì 23 luglio 2010

Ritrovare

Apro vecchi scatoloni impolverati, consumati dal tempo, inumiditi, ammuffiti.
Ritrovo un passato quasi dimenticato, accantonato, come a volerlo cancellare, pur tenendolo a portata di mano.
La mia vecchia musica, che suona ancora e forte, dallo stereo che è vecchio quanto me...i vecchi diari, anche quelli delle scuole elementari.
Le poesie, le passioni, gli amori, tutti racchiusi nelle foto o nei miei scritti.
I giochi, le collezioni di francobolli e monete, i fumetti, i libri.
Trent'anni e più di ricordi, che ora assumono un senso, alcuni rattristano, altri fanno sorridere.
Come l'amico di un tempo, che oggi è quasi nemico, l'amore tanto amato, che oggi mi è indifferente, la canzone di allora, che ancora mi emoziona, o le foto scattate all'improvviso, che fanno sorridere nel ricordo di quegli attimi.
Tutto è intatto, solamente io sono diverso, e le mie cose sembrano dirmi: " Ma cosa sei diventato? Un musone disincantato? "
Ritrovo me stesso, fra queste cose che qualcuno definirebbe cianfrusaglie.

giovedì 24 giugno 2010

Le cose che mi mancano

Quando si parlava dell'anno duemila, sembrava quasi di proiettarsi in un mondo fantascientifico, dove le cose erano talmente diverse, che quasi quegl'anni ottanta parevano già vecchi e consumati.
Già allora ero fuori tempo, amavo i vecchi film, quelli di Ciccio e Franco, Tognazzi, Vianello, le scenette dei varietà anni sessanta e settanta, come anche le canzoni di allora, che cantavano l'amore, ma anche il malessere giovanile, il gap generazionale, si cantava di politica.
Gli anni nei quali il movimento studentesco si muoveva veramente, la classe operaia era salda e forte, il sindacato non si era ancora venduto.
Ricordo che c'era la censura, bisognava stare molto attenti a ciò che si diceva, e quel buonismo e perbenismo che imperversavano in televisione, erano tranquillizzanti.
Era tutto semplice e leggero, ma si faceva politica, come Berlinguer, nonostante ci fosse anche Andreotti...
C'era un senso comune, rispetto e valori, interesse collettivo, che ora non vedo più.
I miei nonni mi raccontavano sempre della loro giovinezza, che si rifaceva ai primi del novecento, ed io restavo incantato nell'immaginare e dare forma ai loro racconti, a volte belli, a volte crudi, come quando parlavano di guerra e fascismo.
Poi arrivò Bim Bum Bam, con un Paolo Bonolis, che sembra essere cresciuto assieme a me, sempre simpatico, ma molto più maturo e profondo.
C'erano le giornate trascorse nella sala giochi, quando i video games andavano a duecento lire.
Giocavamo per strada, con un pallone o con una bicicletta, e ci divertivamo anche a smontare e rimontare radioline o giochi elettro meccanici, molto più meccanici...
E come non ricordare il primo mangiadischi quarantacinque giri! E le musicassette? Era divertente srotolarne i nastri, erano lunghissimi!!!
Quanta voglia c'era di fare, sperimentare, conoscere, cambiare, contestare...insomma, ci credevamo!
Ora? Ora l'ipocrisia generale è spaventosa, altro che la vecchia censura. E la politica? Ma soprattutto, i politici? E ancor peggio, la gente? La voglia di cambiare? Di lottare? Il credere in qualcosa, non per convenienza, ma per il senso di giustizia e coscienza, che dovrebbe essere insito in ogni uomo?
Ecco cosa mi manca, quella spensieratezza, quella leggerezza, quelle persone semplici che si spendevano per le proprie idee.

lunedì 21 giugno 2010

Il giorno che verrà

Vorrei perdere la testa, com'è successo con te, sentire il tempo che si ferma, e il cuore che batte di più, avere un pensiero fisso, che m'accompagni ovunque ed in ogni istante.
Attendere impazientemente di vedersi e stare insieme, raccontarsi le nostre giornate, passeggiare gurdando vetrine, nelle quali specchiarsi insieme, facendo i cretini, sorridendo di noi.
Vorrei un pò di normalità, un sentimento sincero, la libertà dalla schiavitù di essere soli.
Piccole cose che diventano speciali, grazie al brivido che ti da, quello sguardo e quel sorriso, il suo profumo e le carezze, quella vita che si fonde con la tua.
Sono giorni ormai lontani, quelli di amori sbiaditi, vissuti con leggerezza e senza esperiena.
Sono due amori, che mi hanno fatto volare, per poi precipitare, ma non importa ormai, mi hanno fatto capire, almeno un pò, come viverlo questo amore, il giorno che verrà.

lunedì 14 giugno 2010

La voglia di amore

Viene d'improvviso, senza alcun motivo ne preavviso, senza che qualche strano evento l'abbia fatta scaturire, in giorni uguali ad altri giorni, passati e da venire.
Così, quando non ti manca nulla, senti l'esigenza d'amare, perchè nulla di tutto ciò che hai può sostituire, o sublimare, l'amore che hai, l'amore che vuoi,l'amore che sei!

sabato 5 giugno 2010

Da qui....

Da qui, così lontano da ciò che ero, ossimoro di ieri, a fatica ritrovo senso e genuinità.
Dall'alto di questa collina, scorgo solamente assurdità, resto basito, come se d'un tratto, certezze e convinzioni, fossero mutate in utopici sogni, talmente lontani dall'oggi, che sembrano non aver mai vissuto.
Qui non c'è più fiducia, non credo a sorrisi e gesti senza alcun fine, in egoisti sentimenti travestiti d'amore o amicizia.
Resta la materialità, fredda e sterile, succedaneo di una felicità impossibile, scopo fine a se stesso, nella non voluta assenza di me, di ieri, di una vita che credevo possibile, e che invece, mi ha snaturato, cancellandomi l'anima, i sogni ed i sospiri.
L'ultimo sognatore non c'è più, il suo posto l'ha preso l'ennesimo disincantato realista.

venerdì 23 aprile 2010

La sera

Viene la sera, a dar sollievo ai miei occhi stanchi, che soffrono la luce ed il caos.
Arriva la sera, serena quiete attorno a me, forse anche troppo silenzio, calma e stanchezza, sembra quasi serenità.
Ma di sera, si è più veri, ripongo le armi e le armature, poi mi lascio cullare dall'oscurità complice.
Ecco, è sera, va tutto bene da un pò, ma questa sera, sento la mancanza di qualcosa che non ho più.